Anno 2016

L’edizione 2016 del Settembre Organistico propone una novità importante: ai tre appuntamenti dedicati all’organo solo succede un concerto per organo e coro. Il rango dei solisti si mantiene su livelli molto alti ed è inoltre salvaguardata l’eterogeneità della loro provenienza che consente al pubblico della Rassegna di esplorare repertori locali diversi e poco noti accanto ai classici universali della musica per organo. Mi riferisco in particolare al programma proposto dal noto solista slovacco Stanislav Surin che presenta una collezione di brani molto interessanti provenienti dalla sua terra, spaziando dal repertorio barocco ad autori contemporanei come Eben e Strejc. Segue il recital di Mattia Marelli, uno degli allievi più capaci di Enrico Viccardi e ora di Lorenzo Ghielmi. Chiude la serie dei solisti ospiti Jürgen Wolf, titolare degli organi della Nikolaikirche di Lipsia e dunque successore diretto di Johann Sebastian Bach il quale occupò il posto di Kantor nelle due chiese principali della cittadina sassone per gli ultimi ventisette anni della sua vita. In occasione del quarto concerto – protagonisti il sottoscritto all’organo e il Gruppo Vocale S. Bernardo – si evocherà una liturgia luterana propria dei tempi di Bach, con un’invocazione iniziale – il grande Te Deum di Buxtehude – e un pezzo libero finale ad incorniciare una serie di sei corali bachiani: prima esposti in forma di parafrasi organistica e quindi nell’armonizzazione in stile kantional. L’opera organistica di Johann Sebastian Bach è ancora grande protagonista negli impaginati concepiti per il Settembre Organistico, grazie alle caratteristiche tecniche dell’organo Mascioni, che si adatta perfettamente all’esecuzione di tale repertorio. Tra le pagine più significative di Bach, proposte negli programmi, cito la Passacaglia in do minore BWV 582 (4 settembre), la Toccata, Adagio e Fuga BWV 564 (11 settembre) e la Fantasia in sol maggiore (Pièce d´orgue) BWV 572 (18 settembre). Segnalo infine l’esecuzione del solenne O Lamm Gottes unschuldig, BWV 656 (25 settembre) e di una corposa teoria di corali, matrimonio perfetto di arte e teologia. Ritengo che anche quest’anno la caratteristica saliente dei quattro programmi - accanto all’opera di Bach - sia la grande varietà dei periodi e degli stili toccati: si passa infatti dai prebachiani Buxtehude, Kerll, Georg Muffat e de Grigny al romanticismo tedesco e francese con Mendelssohn, Brahms e Gigout, approdando al repertorio Novecentesco e contemporaneo con i già citati Petr Eben (1929-2007) e Jiří Strejc (1932-2012). Concludendo, segnalo la vocazione mariana della Rassegna in omaggio alla Beata Vergine dei Miracoli, “padrona di casa” del nostro Santuario, inclinazione ancora palese nei diversi programmi. Il pubblico ascolterà due intonazioni del Magnificat firmate da Johann Sebastian Bach, prima in forma di parafrasi organistica – tratta dai “Corali Schübler” – e poi in forma di corale armonizzato. Cito anche l’esecuzione dell’Improvvisazione sulla melodia popolare Madre Maria di Trnava di Eben, e dell’inno O gloriosa virginum, firmato dal frate musicista belga Bernardinus d’Hooghe (1858-1936).