Concerti con schermo visivo

Domenica 3 - 10 - 17 - 24 Settembre 2017

Basilica S. Maria dei Miracoli – Morbio inferiore ore 20.30

 

Presentazione del Direttore artistico: M° Giulio Mercati

L’edizione 2017 del Settembre Organistico conferma la novità importante della passata stagione: ai tre appuntamenti dedicati all’organo solo succede un concerto per organo e coro. Il rango dei solisti si mantiene su livelli molto alti; è inoltre salvaguardata l’eterogeneità della loro provenienza, che consente al pubblico del Festival di esplorare repertori locali diversi e poco noti, accanto ai classici universali della musica per organo. Mi riferisco in particolare al programma proposto dal noto solista polacco Andrzej Chorosinski, che dedica l’ultima parte del suo concerto all’opera del connazionale Mieczysław Surzynski, protagonista della vita musicale varsaviese tra la fine dell’Ottocento e i primi due decenni del Novecento. Anche il belga Jan Vermeire, pur alle prese con un programma dedicato ai grandi campioni del barocco tedesco, ha scelto di omaggiare un suo conterraneo, inserendo nell’impaginato una fantasia di Abraham van den Kerckhoven, organista titolare della Chiesa di S. Caterina a Bruxelles per quasi settant’anni, dal 1634 alla sua morte, avvenuta nel 1701. La giovane promessa, chiamata quest’anno a esibirsi sull’organo del Santuario, è Christian Tarabbia, allievo di Lorenzo Ghielmi e già organista della Collegiata di S. Maria ad Arona. Il quarto concerto – protagonisti il sottoscritto all’organo e il Gruppo Vocale S. Bernardo – è invece rivolto al repertorio romantico tedesco e in particolare a quattro fondamentali compositori, Brahms, Rheinberger, Mendelssohn e Reger, ciascuno rappresentato prima da un brano corale e quindi da un pezzo per organo. L’opera organistica di Johann Sebastian Bach è ancora preponderante nei programmi del Settembre Organistico, grazie alle caratteristiche tecniche dell’organo Mascioni, che si adatta perfettamente all’esecuzione di tale repertorio. Tra le pagine più significative di Bach, proposte nei programmi, cito ora la virtuosistica Sonata in trio BWV 529 (3 settembre), la Passacaglia in do minore BWV 582 (10 settembre) e il Preludio e fuga in do minore BWV 546 (17 settembre). Cito infine l’esecuzione del solenne e complesso Dies sind die heilgen zehen Gebot BWV 678 (3 settembre), esordio di una corposa teoria di corali organistici bachiani, matrimonio perfetto di arte e teologia. Credo tuttavia che anche quest’anno la caratteristica saliente dei quattro programmi sia la grande varietà dei periodi e degli stili toccati, accanto all’opera di Bach: si passa infatti dai prebachiani Scheidt, Scheidemann, Buxtehude e Lübeck a Mozart, toccando l’opera di Walther, Carl Philipp Emanuel Bach e Krebs; dal repertorio ottocentesco, cui è dedicato l’intero quarto concerto, si giunge fino al Novecento, con l’opera di Mieczysław Surzynski. Concludendo, segnalo i due omaggi alla Beata Vergine dei Miracoli, “padrona di casa” del nostro Santuario: il Magnificat octavi toni di Scheidemann, proposto da Jan Vermeire, e l’elaborazione organistica dell’inno Ave maris stella, firmata da Girolamo Cavazzoni (1525-1560), solenne apertura del concerto di Christian Tarabbia.

 

Giulio Mercati